Itinerario culturale 2019

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Itinerario culturale “Su e Zo per i Ponti” 2019
Sulle tracce del Tintoretto

a cura del Servizio Turismo Sostenibile della Città di Venezia
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Venezia si lascia scoprire in modo diverso da ogni visitatore. Non c’è solo la Venezia monumentale e scenografica delle basiliche e dei palazzi sul Canal Grande. Basta addentrarsi in una corte, attraversare un ponte o percorrere una calle per ritrovarsi di fronte ad una chiesa più appartata, un museo insolito, un antico chiostro o un giardino segreto. Sta a voi concedervi del tempo ed esplorare questo labirinto di campanili e palazzi che s’innalzano sull’acqua: il modo migliore è girare a piedi.

Prendete ispirazione da questo itinerario per scoprire Venezia passo dopo passo attraverso uno dei suoi artisti più famosi, Tintoretto, che ha disseminato di capolavori palazzi e chiese di tutta la città, e ha affascinato con il suo talento espressivo intere generazioni di amanti dell’arte.

Ora, a 500 anni dalla sua nascita, Tintoretto continua ad affascinare quanti hanno voglia di ricercare i luoghi dove ha vissuto che custodiscono suoi dipinti, tele ed affreschi, iniziando da Palazzo Ducale e dagli imponenti cicli pittorici nella Scuola Grande di San Rocco, fino alla Chiesa della Madonna dell’Orto, dove è anche sepolto, e alle Gallerie dell’Accademia. Accanto a questi luoghi molto famosi, ne esistono altri meno conosciuti, di una bellezza meno esibita e più segreta, come le chiese di San Cassiano e di Santa Maria Mater Domini. Si potrebbe così considerare Venezia stessa una straordinaria e diffusa “mostra permanente” di Tintoretto.

Tutti gli itinerari di #Detourism per scoprire una Venezia diversa fanno parte della campagna di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia, promossa dalla Città di Venezia per orientare i visitatori verso l’adozione di comportamenti consapevoli e rispettosi del patrimonio culturale e naturale di Venezia, sito UNESCO bene di tutta l’umanità.

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SueZo2019 - Itinerario culturale: Chiesa di San Zaccaria a Venezia [Ph. Didier Descouens / Wikimedia]CHIESA DI SAN ZACCARIA

La chiesa di San Zaccaria, la cui superba facciata quattrocentesca è opera di Mauro Codussi, fu edificata originariamente come chiesa conventuale nell’827, e successivamente riedificata varie volte, fino a diventare l’odierna chiesa parrocchiale dedicata ai santi Zaccaria e Atanasio.

Il campanile, ricostruito dopo un incendio che distrusse l’intera area, risale al 1176. Lo spiazzo erboso antistante la chiesa è adornato da frammenti architettonici del XIII e XIV secolo; gli interni sono decorati con elementi gotici e rinascimentali che conferiscono alla chiesa un’atmosfera solenne. Nella cripta, costruita su imitazione di quella di San Marco, sono conservati i corpi di alcuni antichi Dogi che guidarono la città.

Grazie anche al cospicuo patrimonio di cui godeva, la chiesa ha custodito nei secoli alcune opere di notevole pregio, tra cui la pala del 1505 del Bellini che adorna l’altare, Vergine col putto in trono, Santi ed Angeli musicanti e dipinti raffiguranti l’Adorazione dei Magi, l’Adorazione dei Pastori e la Visita annuale del Doge alla Chiesa nel giorno di Pasqua. Nella sacrestia si trova inoltre il dipinto intitolato Fuga in Egitto di Giandomenico Tiepolo e la Nascita del Battista realizzato nel 1563 dal Tintoretto.

Indirizzo: Campo San Zaccaria, Castello 4693
Telefono: +39 041 5221257
Sito web: www.patriarcatovenezia.it


SueZo2019 - Itinerario culturale: Casa Atelier Tintoretto a VeneziaCASA-ATELIER DEL TINTORETTO

Jacopo Robusti, figlio di un tintore di stoffe, nasce a Venezia nel 1518 e trascorre qui tutta la sua esistenza; acquista nel 1574 un elegante palazzo in stile gotico risalente al Quattrocento, vicino a Campo dei Mori, dove abita per almeno vent’anni. La casa, negli anni rialzata con un mezzanino, ospita al piano nobile una splendida trifora e finestre inquadrate da una cornice a cordone. Sulla facciata principale campeggia una piccola statua in marmo di Ercole con clava, che pare sia stata collocata lì dall’artista stesso, e una targa commemorativa che recita: «Non ignorare, viandante, l’antica casa di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto. Di qui per ogni dove si diffusero innumerevoli dipinti, mirabili pubblicamente e privatamente, magistralmente realizzati con fine ingegno dal suo pennello. Ti farà piacere apprendere ciò per la solerzia dell’attuale proprietario (1842)». La residenza è oggi un’abitazione privata.

L’artista, chiamato il Tintoretto per il mestiere del padre, inizia la sua carriera come apprendista presso piccoli maestri locali. Sembra che per un periodo abbia lavorato da garzone alla bottega di Tiziano. Senza dubbio, Tintoretto fu un pittore estremamente moderno, definito da Giorgio Vasari un artista stravagante, capriccioso, presto e risoluto, nonché il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura, per la sua capacità inventiva che lo portava a intraprendere strade nuove e del tutto personali. La fama di Tintoretto si è legata però nel tempo anche alle sue singolari tecniche artistiche: si dice che l’artista avesse attrezzato a studio una stanza della casa e che vi si esercitasse a riprodurre dal vivo modelli e gessi, che talvolta rivestiva con semplici stracci e illuminava con delle candele, per studiare i particolari effetti della luce.

Indirizzo: Fondamenta dei Mori, Cannaregio 3399
Ingresso: visibile solo dall’esterno.


SCUOLA VECCHIA DELLA MISERICORDIA

Nelle immediate vicinanze della casa del Tintoretto sorge la Scuola vecchia della Misericordia, una delle sei Scuole Grandi veneziane, edificata in stile gotico attorno al 1310, la cui facciata fa angolo con quella dell’Abbazia della Misericordia, un convento di frati agostiniani. L’attività di beneficienza e assistenza della confraternita conferisce sempre maggior prestigio all’edificio, tanto che nel 1505 viene annessa l’area oggi costituita dal giardino. Tuttavia, alla fine del 500, incaute scelte economiche rendono necessario mettere in vendita la struttura, e così nel 1634 la Scuola, senza rinunciare alla proprietà, ne concede l’uso anche ai compratori, ossia all’Arte dei Tessitori della Seta. Dal 1750, con il lento declino del commercio della seta, il pian terreno fu progressivamente abbandonato e infine venduto; similmente, a partire dal 1828, anche la sala ubicata al piano superiore fu dapprima trasformata in teatro privato, poi magazzino e infine abitazione privata. Proprio in questa ampia sala, dove Jacopo Tintoretto aveva il proprio laboratorio in affitto, l’artista dipinse, su tavole separate e poi ricomposte in loco, la grande tela del Paradiso (larga 22 metri e alta 7), destinata alla parete della Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale. Oggi l’intero complesso afferisce alle Gallerie dell’Accademia, ed è la sede di alcuni laboratori del Polo Museale del Veneto. In occasione della stagione primaverile il giardino della Misericordia viene eccezionalmente aperto al pubblico per visite organizzate; i più curiosi potranno in alternativa godere di un incantevole scorcio visibile attraverso la cancellata in fondamenta sul Rio della Sensa.

Indirizzo: Campo de l’Abazia, Cannaregio 3550-3551
Telefono: +39 041 720661
Sito web: www.gallerieaccademia.it/scuola-vecchia-della-misericordia
Ingresso: chiuso al pubblico; in occasione di aperture straordinarie è possibile visitare il giardino.


SueZo2019 - Itinerario culturale: la Chiesa della Madonna dell'Orto a Venezia [Ph. Clara Polo Sabat / Wikimedia]CHIESA DELLA MADONNA DELL’ORTO

La Madonna dell’Orto è considerata tra le chiese più maestose di Venezia. Fu edificata nel 1355 per essere inizialmente dedicata a San Cristoforo martire, protettore dei viaggiatori; successivamente, nel 1377, gli abitanti le attribuiscono il nome attuale, in seguito al collocamento di una statua della Vergine, ritenuta miracolosa, realizzata dallo scultore Giovanni De Santi.

Il campo su cui si affaccia la chiesa è uno dei pochi ancora rimasti con l’antica pavimentazione in cotto, suddivisa in sessantasei campiture rettangolari formate da mattoni disposti a spina di pesce. La facciata della chiesa, originariamente intonacata, presenta oggi mattoni a vista ed è costituita da una parte centrale e due laterali, con una falsa galleria con nicchie e statue che rappresentano gli Apostoli.

La chiesa della Madonna dell’Orto, nel corso dei secoli, è divenuta celebre grazie alle opere di alcuni artisti illustri, quali Gianbattista Cima da Conegliano, Tiziano, Jacopo Palma il Giovane e Jacopo Tintoretto, qui sepolto.

La chiesa, situata poco lontano dalla casa dell’artista, è infatti tappa fondamentale per riuscire a comprendere appieno il percorso artistico di Tintoretto e il suo peculiare uso dello spazio.

La prima commissione affidatagli riguarda le portelle dell’organo raffiguranti la Presentazione della Vergine nella parte esterna, e l’Apparizione della Croce a San Pietro assieme alla Decollazione di San Paolo nella parte interna. Nel 1562, Tintoretto è stato poi chiamato ad eseguire la grandiosa decorazione del presbiterio, per la quale l’artista dipinge due enormi teleri, alti più di 14 metri, con le raffigurazioni dell’Adorazione del vitello d’oro e del Giudizio universale, per un compenso di appena cento ducati.

Indirizzo: Cannaregio 3512
Telefono: +39 366 7368390
Sito web: www.patriarcatovenezia.it


SueZo2019 - Itinerario culturale: la facciata della Ca' d'Oro a VeneziaGALLERIA GIORGIO FRANCHETTI ALLA CA’ D’ORO

La Ca’ d’Oro, uno dei più prestigiosi palazzi tardogotici di Venezia, ospita su due piani l’importante collezione d’arte del barone Giorgio Franchetti (1865-1927). La collezione, comprendente mobili, dipinti, medaglie, arazzi, bronzetti e sculture, è stata ampliata nel corso degli anni con l’annessione di opere rinascimentali provenienti da edifici religiosi e nuclei collezionistici delle Gallerie dell’Accademia e del Museo Archeologico.

Il palazzo conserva ancora oggi la struttura dell’antica casa fondaco veneziana, con la caratteristica corte interna, un suggestivo mosaico pavimentale in marmi antichi e l’originaria vera da pozzo scolpita da Bartolomeo Bon nel 1427.

La Galleria Giorgio Franchetti, tra le altre meravigliose opere, custodisce il Ritratto del Procuratore Nicolò Priuli, capolavoro del Tintoretto, realizzato attorno al 1549 e considerato un’opera notevole per resa fisiognomica e intensità espressiva. La tela appartiene alla categoria dei ritratti di ruolo, tipologia di dipinti che raffigurano aristocratici veneziani còlti nell’apice della loro carriera politica.

In questa, come in molte sue opere – dai ritratti raffiguranti Jacopo Soranzo a Marco Grimani, da Alvise Cornaro ad Alessandro Gritti – la descrizione lascia il posto all’interpretazione del soggetto raffigurato, facendo così emergere il profondo lavoro di introspezione psicologica dell’autore. Ognuno di questi gentiluomini fu raffigurato con attenzione maniacale ai dettagli, al fine di fissare realisticamente su tela l’espressione diretta del volto, finendo in questo modo per creare opere estremamente attuali.

Indirizzo: Cannaregio 3932
Telefono: +39 041 5200345; +39 041 5222349
Sito web: polomusealeveneto.beniculturali.it

Nei giorni della Su e Zo per i Ponti gli iscritti alla manifestazione possono accedere con biglietto ridotto, esibendo il cartellino d’iscrizione Su e Zo per i Ponti all’ingresso. Maggiori informazioni sulla pagina “Su e Zo per i Musei”.


SueZo2019 - Itinerario culturale: Scuola Grande di San Rocco a Venezia [Ph. Scuola Grande di San Rocco]SCUOLA GRANDE E CHIESA DI SAN ROCCO

La Scuola Grande di san Rocco è una Confraternita di laici fondata nel 1478, che ben presto diventa la più ricca Scuola della città. Nella nuova imponente sede monumentale si decide di chiamare il Tintoretto a dipingervi il suo più famoso ciclo pittorico con episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Questa è l’unica delle antiche Scuole Grandi a essere sopravvissuta alla caduta della Repubblica. È un luogo eccezionale dove oltre 60 dipinti sono conservati nella loro collocazione originaria in un edificio che dalla sua costruzione non ha quasi subito modifiche

La sede della confraternita di San Rocco è una vera e propria rete di spazi urbani interconnessi tra loro, sviluppatisi tra la fine del Quattrocento e la seconda metà del Cinquecento. Inizialmente, il luogo scelto dalla confraternita per costruire la propria sede e la chiesa dove celebrare le messe e conservare le reliquie del Santo, sorgeva in una zona marginale della città, al confine tra una vasta area di chiovere (ampi spazi aperti di terreno per la lavorazione della lana) e una zona da poco bonificata.

Il fulcro della Chiesa di San Rocco, fondata nel 1489, è costituito dal presbiterio, dominato dal monumentale altare maggiore, in cui dal 1520 riposa il corpo di San Rocco. Alle pareti laterali giganteggiano i teleri con le storie di San Rocco di Jacopo Tintoretto, concepiti nel 1528 per narrare episodi della vita del santo, di cui si esaltano l’amore per il prossimo e lo spirito immensamente caritatevole. Il Tintoretto, oltre alle opere contenute nella Chiesa, è noto anche per il suo indissolubile legame con la Scuola Grande, dove lavora per più di vent’anni, dal 1564 al 1588 circa, decorandone la Sala dell’Albergo con le celebri storie della Passione di Cristo, la Sala del Capitolo, per la quale realizza 33 dipinti con le storie del Vecchio Testamento e della vita di Gesù, e infine la Sala Terrena, dove raffigura le storie della Vergine e dell’infanzia del profeta.

Indirizzo: Campo San Rocco, San Polo 3052
Telefono: +39 041 5234864
Sito web: www.scuolagrandesanrocco.org/home


CHIESA DI SAN CASSIANO

Costruita nel X secolo in stile veneto-bizantino, la chiesa parrocchiale è intitolata ai santi Cassiano e Cecilia Martiri. Secondo la tradizione, l’attuale sito ospitava originariamente un oratorio fondato dalle monache Benedettine, intitolato a Santa Cecilia, convertito poi in chiesa parrocchiale nel 926; la chiesa fu dedicata infine a San Cassiano a seguito della riedificazione del 1350, acquisendo definitivamente l’aspetto attuale solo nel 1611. Dietro la chiesa si erge il campanile del XII secolo con cella campanaria in stile gotico-veneziano.

La chiesa, strutturata su tre navate con cappelle absidali a fondo piatto, custodisce opere d’arte di notevole pregio. Ideata nel 1746 dall’abate Carlo del Medico, la cappella San Carlo Borromeo è un piccolo gioiello del XVIII secolo, adornata da marmi policromi e pietre semipreziose. L’altare maggiore, arricchito da statue e rilievi marmorei del fiammingo Meyring, ospita La Vergine col putto, San Carlo Borromeo e San Filippo Neri di Pittoni, e la pala commissionata nel 1565 da Giampiero Mazzoleni al Tintoretto raffigurante Cristo risorto con i santi Cassiano e Cecilia. Alle pareti si trovano poi altri due capolavori commissionati al maestro nel 1568: La discesa al Limbo e La Crocifissione. Le due opere, poste una di fronte all’altra, risultano straordinariamente costruite, sia sul piano cromatico sia per l’originalità dell’impianto scenico. Per La Crocifissione, in particolare, Tintoretto decise di concentrare le Croci di Cristo e dei due ladroni nella metà destra del quadro, creando così un fortissimo scorcio, ripreso successivamente da altri illustri pittori come Tiziano e Veronese.

Nel XIX secolo la facciata fu privata del caratteristico portico, usato nei primi secoli per attività artigianali e ricovero notturno.

Indirizzo: Campo San Cassan (Cassiano), San Polo 1852
Telefono: +39 041 721408
Sito web: www.veneziaupt.it


SueZo2019 - Itinerario culturale: Chiesa di Santa Maria Mater Domini a VeneziaCHIESA DI SANTA MARIA MATER DOMINI

Nascosta in una calle buia e per questo spesso poco conosciuta dalla maggior parte dei turisti, Santa Maria Mater Domini è una chiesa vicariale eretta nel X secolo, e riedificata varie volte: nell’XVI secolo fu ricostruita probabilmente su disegno di un maestro lombardesco.

Lo stile architettonico semplice e armonioso sembra sia da attribuirsi al Codussi.

La facciata in pietra d’Istria, la cui maestosità risente un po’ dell’eccessiva vicinanza con i palazzi adiacenti, si rifà ai modelli architettonici rinascimentali toscani e fu probabilmente ideata da Sansovino.

La struttura si sviluppa su una pianta a croce greca, con cupola sull’incrocio delle navate, ampie arcate con pilastri di pietra grigia e quattro cappelle angolari.

L’idea di realizzare una chiesa a pianta centrale, con aula coperta a cupola, segno di gloria e regalità, si ricollega alle benedette origini della città a cui la cultura veneziana è legata.

In fondo alla navata sinistra, è custodito un capolavoro trascurato del Tintoretto: il grande dipinto di Sant’Elena che ritrova la Vera Croce. Si tratta di un’opera giovanile dell’artista, realizzata inizialmente per la Scuola della Croce. La tela ricorda il ritrovamento della croce di Cristo a Gerusalemme compiuto da Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel IV secolo.

Indirizzo: Calle del Tintor (Campo Santa Maria Mater Domini), Santa Croce 30135
Telefono: +39 041 721408
Sito web: www.veneziaupt.org


SueZo2019 - Itinerario culturale: Chiesa dei Carmini a Venezia CHIESA DI SANTA MARIA DEL CARMELO, O DEI CARMINI

La Chiesa di Santa Maria del Carmelo o dei Carmini, edificata a partire dal 1286 (inizialmente dedicata a Santa Maria Assunta) e consacrata nel 1348, sorge accanto alla Scuola Grande di Santa Maria del Carmelo, anche nota come Scuola dei Carmini, che possedeva fin dal 1594 un proprio altare posto nella navata destra della chiesa.

Antiche testimonianze raccontano dell’esistenza, verso la fine del XIII secolo, di una Congregazione o Confraternita laica di donne, conosciute come Pizzocchere dei Carmini, che si riuniva nella chiesa di Santa Maria del Carmelo. Le Consorelle portavano, come segno distintivo, lo Scapolare, oggetto di devozione e di protezione mariana, da indossare sotto le vesti, che esse stesse producevano in stoffa e che veniva distribuito ai devoti.

L’interno della Chiesa è a pianta basilicale a tre navate con colonne in pietra d’Istria e capitelli a paniere rovesciato appartenenti al primo stile gotico. Gli altari, ricostruiti durante il Seicento, sono decorati con pale di grande pregio come L’adorazione dei magi di Cima da Conegliano (1509), San Nicolò con angeli di Lorenzo Lotto (1529), e La presentazione di Gesù al tempio di Jacopo Tintoretto (1543). La pala centrale, intitolata La Vergine in gloria e le anime del purgatorio, realizzata nel 1594 da Pace Pace, è stata regalata alla chiesa dall’artista, che risulta tra i fondatori dell’omonima Scuola. Le due statue laterali, dell’Umiltà e della Verginità, sono state scolpite rispettivamente da Giuseppe Torretti e da Antonio Corradini tra il 1722 e il 1723. I due bellissimi angeli in bronzo posti sopra le balaustre sono stati eseguiti da Girolamo Campagna nel 1618, la decorazione della cupola in oro con Gloria d’Angeli è un affresco di Sebastiano Ricci risalente all’inizio del XVIII secolo.

Indirizzo: Campo dei Carmini, Dorsoduro 2616-2617
Telefono: +39 041 5289420
Sito web: www.scuolagrandecarmini.it/chiesa.php


SueZo2019 - Itinerario culturale: Chiesa dei Gesuati a Venezia [Ph. LivornoDP / Wikimedia]CHIESA DI SANTA MARIA DEL ROSARIO (GESUATI)

La chiesa di Santa Maria del Rosario, comunemente conosciuta con il nome di Chiesa dei Gesuati, è il più grande esempio di complesso conventuale del XVIII secolo e costituisce uno dei più completi esempi di arte settecentesca a Venezia.

A seguito della soppressione dell’ordine senese dei Gesuati (devoti al nome di Gesù, da non confondere con l’ordine dei Gesuiti) nel 1668, il complesso fu affidato ai Domenicani che tra il 1726 e il 1735 lo rinnovarono radicalmente.

Giorgio Massari, architetto incaricato del progetto, si ispirò al modello del Redentore di Palladio, visibile dall’altro lato del canale, mentre per la decorazione interna collaborò con i due grandi artisti dell’epoca, Giambattista Tiepolo e Gianmaria Morlaiter.

L’interno dell’edificio è di grande armonia: colpisce particolarmente lo splendido soffitto affrescato da Tiepolo con tre grandi riquadri che rappresentano L’apparizione della Vergine a San Domenico, L’istituzione del Rosario e La gloria di San Domenico e numerosi monocromi. Le altre opere ospitate nella chiesa concorrono a farne un esempio organico e completo dello stato dell’arte a Venezia in quel periodo: autori importanti come Giambattista Piazzetta, Sebastiano Ricci e il già ricordato Gianmaria Morlaiter vi hanno lavorato lasciandovi preziosissime opere. Da ricordare infine la splendida pala di Jacopo Tintoretto con la Crocifissione, proveniente dalla chiesa affianco, restaurata da Piazzetta in occasione dello spostamento nella nuova chiesa.

Indirizzo: Fondamenta Zattere Ai Gesuati, Dorsoduro 30123
Telefono: +39 041 2750462
Sito web: www.chorusvenezia.org/chiesa-di-santa-maria-del-rosario-gesuati

Nei giorni della Su e Zo per i Ponti gli iscritti alla manifestazione possono accedere con biglietto ridotto, esibendo il cartellino d’iscrizione Su e Zo per i Ponti all’ingresso. Maggiori informazioni sulla pagina “Su e Zo per i Musei”.


SueZo2019 - Itinerario culturale: Chiesa di Santa Maria del Giglio a Venezia [Ph. Didier Descouens / Wikimedia]CHIESA DI SANTA MARIA DEL GIGLIO

La Chiesa di Santa Maria del Giglio, la cui fondazione si fa risalire sino al IX secolo, fu ricostruita nella seconda metà del Seicento. La facciata, realizzata da Giuseppe Sardi secondo il lascito testamentario di Antonio Barbaro, è una delle più originali e fastose opere barocche veneziane e celebra la famiglia Barbaro, una tra le più importanti famiglie patrizie della città, rappresentata dalle effigi dei cinque fratelli del capitano e dalla raffigurazione dei luoghi delle sue vittoriose battaglie in nome della Repubblica Serenissima.

L’interno, straordinario scrigno d’arte veneziana, è costituito da un’unica navata e presenta un soffitto piano decorato dalle grandi tele di Antonio Zanchi. Attorno alla chiesa si può ammirare una notevole Via Crucis, dipinta tra il 1755 e il 1756 da alcuni tra i più celebri pittori veneziani, tra cui Francesco Zugno, Giambattista Crosato, Gaspare Diziani, Jacopo Marieschi. Meritano infine particolare considerazione la tela di Peter Paul Rubens rappresentante la Madonna con Bambino e San Giovannino, unica opera del fiammingo a Venezia, e le due splendide tele con Gli evangelisti Marco e Giovanni e Gli evangelisti Luca e Matteo di Jacopo Tintoretto, riportate dietro l’altare maggiore. Tintoretto, similmente ad altre sue opere, concentra qui l’attenzione su poche solenni figure, avvolte da una mistica oscurità: San Marco, puntando un piede sulle nuvole e con in mano un pennino, si protrae all’indietro per continuare la stesura del proprio Vangelo, San Giovanni, posto di profilo è concentrato invece sulla trascrizione di un testo.

Indirizzo: Campo Santa Maria del Giglio, San Marco 30125
Telefono: +39 041 2750462
Sito web: www.chorusvenezia.org/chiesa-di-santa-maria-del-giglio

Nei giorni della Su e Zo per i Ponti gli iscritti alla manifestazione possono accedere con biglietto ridotto, esibendo il cartellino d’iscrizione Su e Zo per i Ponti all’ingresso. Maggiori informazioni sulla pagina “Su e Zo per i Musei”.


SueZo2019 - Itinerario culturale: il portale della Chiesa di Santo Stefano a VeneziaCHIESA DI SANTO STEFANO

La Chiesa di Santo Stefano, assieme ai Frari e ai Santi Giovanni e Paolo, è la terza chiesa conventuale veneziana. Fu eretta nel XIII secolo dagli Eremitani di Sant’Agostino e ricostruita un secolo dopo. Grazie ad alcune aggiunte costruttive e decorative successive, è diventata nei secoli uno dei migliori esempi di architettura gotico-fiorita veneziana.

Sulla facciata trecentesca in mattoni spicca alla vista il superbo portale marmoreo opera di Bartolomeo Bon. L’interno è strutturato in tre navate, divise da colonne che sostengono gli slanciati archi acuti; il soffitto è a carena di nave, mentre nel presbiterio si può ammirare il magnifico coro ligneo intarsiato del 1488.

La sacrestia vanta opere realizzate dai principali interpreti del Rinascimento veneziano. Alle pareti laterali troviamo l‘Ultima Cena (1579-80), la Resurrezione (1565 ca), Cristo che lava i piedi agli apostoli (1579-80) e l‘Orazione nell’orto (1579-80) realizzate da Jacopo Tintoretto in contemporanea con le opere create per la Scuola Grande di San Rocco, oltre a una Sacra Famiglia con Santa Maria Maddalena e Santa Caterina (1528-30) di Bonifacio de’ Pitati.

Di rilievo inoltre i San Nicola di Bari e San Lorenzo (1475 ca.) di Bartolomeo Vivarini che affiancano una Crocifissione (1775 ca.) di Giuseppe Angeli; sopra il Martirio di Santo Stefano (1630 ca.-1638) di Sante Peranda. In controfacciata possono esser ammirate La fuga in Egitto, l’Adorazione dei Magi e la Strage degli Innocenti (1733) di Gaspare Diziani.

Dalla sacrestia si accede poi a un piccolo chiostro in cui sono esposte alcune sculture, fra le quali vanno citati il busto-rilievo di Giovane santo (1455-1532) di Tullio Lombardo, i Sant’Andrea e San Girolamo (1476-1480 ca.) di Pietro Lombardo e il bellissimo rilievo La Stele funeraria del Senatore Giovanni Falier di Antonio Canova (1808).

Indirizzo: Campo Santo Stefano, San Marco 30124
Telefono: +39 041 2750462
Sito web: www.chorusvenezia.org/chiesa-di-santo-stefano

Nei giorni della Su e Zo per i Ponti gli iscritti alla manifestazione possono accedere con biglietto ridotto, esibendo il cartellino d’iscrizione Su e Zo per i Ponti all’ingresso. Maggiori informazioni sulla pagina “Su e Zo per i Musei”.


Tutti gli itinerari di #Detourism per scoprire una Venezia diversa fanno parte della campagna di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia, promossa dalla Città di Venezia per orientare i visitatori verso l’adozione di comportamenti consapevoli e rispettosi del patrimonio culturale e naturale di Venezia, sito UNESCO bene di tutta l’umanità.

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Photo credits:
Didier Descouens/Wikimedia: San Zaccaria, Santa Maria Mater Domini, Santa Maria del Giglio, San Cassiano, Santa Maria del Carmelo (Carmini), Santo Stefano;
Clara Polo Sabat/Wikimedia: Madonna dell’Orto;
Scuola Grande di San Rocco: Scuola Grande e Chiesa di San Rocco;
LivornoDP/Wikimedia: Santa Maria del Rosario (Gesuati);
Abxbay/Wikimedia: Casa-atelier del Tintoretto;
Zairon/Wikimedia: Scuola vecchia della Misericordia;
Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’d’Oro: Ca’ d’Oro.


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